Valoria, l’altra Cisa: quando la Lunigiana aveva due valichi

Tutto iniziò nel 2011, quando il ritrovamento di una minuscola tessera da mosaico diede il via ad una serie di scoperte che hanno permesso di individuare un antico punto di valico della via Romana da Parma a Luni in località Sella del Valoria (1.224 metri sul mare). Un’importante scoperta archeologica che, in parte, modifica le ipotesi storiche che sino ad ora vedevano nel passo della Cisa l’unico valico appenninico tra Lunigiana e Nord Italia. Una scoperta che ora viene celebrata con la mostra fotografica “Gli scavi del Valoria: alla ricerca della Cisa Romana” che è stata inaugurata sabato al Castello del Piagnaro, e che resterà visitabile per tutto febbraio. Dopo i saluti del sindaco Lucia Baracchini, è stato il protagonista del ritrovamento, l’archeologo Angelo Ghiretti (che è anche direttore del Museo delle statue Stele), a raccontare il cammino che ha condotto a questa importante scoperta archeologica. Dopo il ritrovamento del frammento di mosaico sono state condotte tre campagne di scavi (dal 2012 al 2015) in regime di concessione ministeriale, sostenute da Fondazione Cariparma, che hanno permesso di ritrovare, sul valico del Valoria (2 km più ad est della Cisa), altre 17 tessere di mosaico, probabilmente perse da un carico in transito. E le ricerche hanno svelato la presenza di un’area sacra con doni votivi cronologicamente estesi fra la il II secolo A.C e il III D.C. con centinaia di offerte di monete per garantirsi la protezione del dio all’andata e al ritorno del viaggio. Anzi secondo gli studi di Ghiretti sul valico del Valoria sorgeva un vero e proprio “sacrario” un aedicula, a cui chi transitava dava doni votivi (spesso monete). Dall’esame delle 316 monete rinvenute si è evidenziato come grandi traffici dovettero scorrere nei decenni successivi alla fondazione di Parma (183 a.C.); le rimanenti appartengono al periodo Tardoromano (IV-V secolo), mentre sono assenti monete per i secoli del periodo imperiale.

La circostanza si spiegherebbe con lo spostamento della strada dal Valoria alla Cisa tra I e III secolo d.C. forse, anche se qui si va nel campo delle ipotesi, perché venne realizzato una viabilità più comoda sulla Cisa (probabilmente con ponti di legno di collegamento) durante il regno di Augusto. Dopo il III secolo la crisi economico-militare determinò l’abbandono del nuovo percorso e la ripresa della pista di crinale del Valoria, priva di infrastrutture e quindi sempre efficiente, come dimostrano le ultime offerte monetali, assegnabili ai secoli IV e V. La frequentazione del valico si chiuse con l’invasione longobarda (anno 568) avvenuta almeno in parte forse attraverso il Valoria, come indicano alcuni reperti datati appunto alla seconda metà del VI secolo. Al termine si è tenuta una tavola rotonda cui ha partecipato il sottosegretario Cosimo Ferri assieme al presidente della fondazione Cariparma Gino Gandolfi e all’imprenditore ingegnere Andrea Pontremoli. In questa occasione si è affrontato il tema della cultura come possibile strumento di rilancio di entrambi i territori collegati dai passi montani, ovvero provincia di Massa-Carrara e di Parma. “Bisogna parlare e pensare a un futuro per il nostro territorio, – è intervenuto Ferri – creando un’offerta sempre più competitiva sul mercato globale. Unire la Lunigiana alle meravigliose spiagge della riviera tirrenica per proporre un’offerta turistico-culturale unica”.