Cronologia e Iconografia

Classificazione

In Lunigiana sono state rinvenute fino oggi circa 80 statue stele che in base alla morfologia sono state classificate, da parte di A.C.Ambrosi, in tre gruppi distinti: A, B, C.
Gruppo A, comprende  le statue stele caratterizzate dalla presenza di una testa a contorno semicircolare non distinta dal corpo se non per la presenza di una leggera rientranza, che indica le spalle, e di una sottile fascia orizzontale in rilievo, che rappresenta la zona clavicolare. Sono rappresentate le braccia e le dita delle mani rese con una serie di tratti paralleli. Il viso, a forma di "U", presenta gli occhi -due forellini o rilievi a pastiglia- e, in certi casi, ai lati del volto, due coppelle o cerchietti incavati, interpretati come orecchi oppure orecchini.
In questo gruppo si riconoscono figure femminili (riconoscibili dalla raffigurazione del seno), maschili (caratterizzate dalla presenza di un pugnale posto al di sotto delle mani), indefinite (denominate in tal modo per l'assenza di qualsiasi attributo caratteristico).

Gruppo B, è il più numeroso. Vi si nota una evoluzione rispetto al gruppo precedente, con una maggiore definizione dei dettagli anatomici e una netta distinzione della testa rispetto al tronco. La testa, ad arco semicircolare, presenta espansioni laterali piu' o meno sviluppate, simile al cappello del carabiniere, ed è collegata al corpo mediante un collo tronco-conico.

Il volto puo' essere ad "U", come nel gruppo precedente, oppure delimitato da un nastro a rilievo circolare, dalla sommita' del quale scende verso il centro un segmento verticale ad indicare il naso. In un solo caso (statua stele di Verrucola) il volto si presenta a "T". Gli occhi sono sempre espressi con due fori o a rilievo a forma di pastiglia. Anche in queste statue stele sono presenti la fascia clavicolare e le braccia, le dita delle mani sono espresse in modo piu' naturalistico rispetto al gruppo di statue stele precedente.

Le statue stele femminili presentano i seni e talvolta un monile che può essere una goliera, ottenuta con una serie di incisioni parallele sul collo, oppure una collana formata da tre linee semicircolari incise, oppure da un cordone semicircolare in rilievo.

Le statue stele maschili portano un pugnale al quale puo' essere associata un'ascia. In alcuni casi il pugnale appare inserito nel fodero rettangolare.

Altre statue stele di questo gruppo risultano essere frammenti, spesso si tratta di teste isolate che non permettono di stabilire la pertinenza ad un personaggio maschile o femminile.

Gruppo C,  comprende le statue stele più recenti. Esse sono caratterizzate da una rappresentazione più realistica della figura umana e da una lavorazione quasi a tutto tondo del monumento, con un evidente tentativo di ricerca tridimensionale.

Sono rappresentati solo personaggi maschili, negli esemplari che ci sono pervenuti, con testa di forma rotondeggiante distinta dal corpo mediante un collo piuttosto largo. Il volto è arricchito da particolari anatomici precisi; in un caso (Filetto II) sono rappresentati anche le gambe e i piedi.

Tipologicamente diversa la stele di Lerici, elaborazione di un monumento piú antico, dove il personaggio maschile è reso di profilo sulla superficie della pietra. Altre tre statue stele - Zignago, Campoli e Filetto I - sono rilavorazioni di esemplari appartenenti ai gruppi precedenti.

Nella maggioranza dei casi queste statue stele hanno in comune un'ascia a tallone con lama quadrangolare e lungo manico; a questa talvolta possono essere associati due giavellotti oppure una lancia. In certi casi e' presente anche un pugnale o una spada "ad antenne" posti sul fianco e sorretti dalla cintura.

E' sempre indicata la cintura e talvolta un perizoma triangolare. Sulla stele di Lerici sono rappresentati uno scudo rotondo ed un elmo a calotta, che sembrano apparire anche sulla statua stele di Reusa.

Tre statue stele (Zignago, Filetto II, Bigliolo) sono corredate da iscrizioni in caratteri etruschi.

Le statue stele di Canossa II, Filetto IX, Malgrate V, La Spezia I, La Spezia II, infine, risultano di difficile classificazione e pertanto considerate come "incerte".

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