I Luoghi di ritrovamento

Distribuzione delle statue stele in Lunigiana

La Lunigiana attualmente divisa tra Liguria e Toscana (comprende la provincia di Massa Carrara, parte di quelle di Lucca e della Spezia), trae il suo nome da Luni, colonia romana fondata nel 177 a.C. e importante porto prima militare poi commerciale. La zona si accentra attorno al bacino del Magra ed è delimitata dal mare, dalle Alpi Apuane, dalla dorsale appenninica e dalle montagne che formano la testata della valle del fiume Vara.

In questo ambiente sono state rinvenute ad oggi 80 statue stele, nel fondovalle, in zone collinari, ma anche in zone montuose fino a 700 metri di altitudine. Ma le zone che hanno restituito il maggior numero di monumenti sono le terrazze alluvionali del fiume Magra e dei suoi affluenti, tra i 150 e i 350 s.l.m.. Quasi priva di rinvenimenti appare invece la zona nord occidentale costiera, dove sono state rinvenute le statue stele di La spezia, ad una profondità di 12 metri, e la stele di Lerici. Anche la valle del fiume Vara risulta quasi priva di rinvenimenti, l'unico esemplare è quello di Zignago.

Analizzando la distribuzione dei ritrovamenti sono state individuate alcune caratteristiche ricorrenti. Si possono notare alcuni raggruppamenti come ad esempio a Pontevecchio, dove sono state rinvenute nove statue stele, otto delle quali, secondo le testimonianze di chi le vide per primo, sembra che fossero infisse verticalmente nel terreno, allineate a poca distanza le une dalle altre con la faccia rivolta verso occidente; nella Selva di Filetto, dove sono state rinvenute 11 statue stele, a Malgrate con 6 statue stele recuperate. Piccoli gruppi sono stati trovati anche a Minucciano, nella zona di Monti di Licciana Nardi, Filattiera, Canossa, La Spezia. (Questo è un aspetto che ricorre anche in altre zone d'Europa).

Sicuramente queste aree dovevano rivestire un particolare valore come punti di guado, luoghi strategici di sosta o di convergenza viaria. In particolare venivano prescelti i crinali, i valichi, gli ambienti più esposti al sole, i corsi d'acqua, che dovevano costituire oltre che fonti di risorse primarie per la sopravvivenza, i primi itinerari naturali per gli spostamenti legati all'economia pastorale e di caccia e ai collegamenti con le aree limitrofe. Le ricerche archeologiche testimoniano infatti, nell'epoca in cui furono eretti questi monumenti, contatti e scambi fra la Toscana nord-occidentale, di cui la Lunigiana appare zona di cerniera, e il territorio ligure e padano-settentrionale. Su questo asse di comunicazione, attraverso il Monte Bardone, l'attuale passo della Cisa, si imposterà la principale arteria viaria interna di epoca romana, la "Lucca-Parma", ricalcata poi dalla medievale via Francigena.

© 2015 Museo delle Statue Stele Lunigianesi
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