Cronologia e Iconografia

Oggetti

Le statue-stele della Lunigiana sono state trovate prive di associazioni con reperti archeologici e si datano pertanto con difficoltà. Su di esse però sono raffigurati alcuni oggetti (armi, monili), che rappresentano attributi dei personaggi maschili e femminili. La forma e le caratteristiche di questi oggetti possono essere studiate per risalire alla cronologia delle statue stele, dato che si possono confrontare con oggetti rinvenuti negli scavi archeologici e datati con una certa sicurezza. Sulla base delle analogie riscontrate si può ipotizzare che l'epoca di realizzazione delle statue stele coincidesse con l'epoca in cui gli oggetti raffigurati erano effettivamente utilizzati cioé tra l'Eneolitico (gruppi A e B) e l'età del Ferro (gruppo C).

 

PUGNALE

Il pugnale, raffigurato sulle statue stele, sia che rappresenti un'arma di pietra che metallica, trova analogie con quelli recuperati nella necropoli di Remedello (Brescia) databile tra il 3400/3300 e il 2300/2200 a.C., cioè alla piena età del Rame. Quest'arma viene sempre raffigurata all'altezza del ventre, poco sotto le mani, in posizione orizzontale e con la punta rivolta verso sinistra. Talvolta può essere associato ad un'ascia.

Le statue stele del gruppo A presentano un tipo di pugnale a lama ogivale o triangolare, piatto, senza costolatura mediana, con manico cilindrico e pomo semicircolare che ricorda quelli dell'Europa centrale a lama ogivale e codolo piatto della civilta' di Baden.

Le statue stele maschili del gruppo B, invece, sono caratterizzate dalla presenza di un pugnale a lama triangolare con o senza costolatura mediana e pomo semicircolare talvolta provvisto di ribattini. Questo tipo di arma comincia ad apparire in contesti eneolitici, ma si ritrova fino all'eta' del Bronzo antico.

Le statue stele di Gigliana e Canossa I presentano un pugnale inserito in un probabile fodero rettangolare che reca delle costolature ai lati e in un caso termina con tre cuspidi; un pugnale probabilmente da parata è raffigurato sulla statua stele di Filetto IV.


SPADA E PUGNALE AD ANTENNE

Il pugnale, o spada "ad antenne", presente solo sulle statue stele del gruppo C, dovrebbe datare questi monumenti attorno ai secoli immediatamente precedenti la romanizzazione (all'ultimo periodo di Hallstatt o a quelli di La Tene II o III). Il più antico sembra essere quello raffigurato sulla stele di Lerici, inquadrabile tra le spade hallstattiane di ferro ad antenne del tipo "con impugnatura cilindrica" e databile tra il tardo VII e la metà del VI sec.a.C. Esemplari più evoluti sono quelli delle statue stele di Filetto I e II, con apici ricurvi databili nei decenni centrali del VI sec.a.C.

Spesso la spada risulta applicata ad una cintura e raffigurata entro il fodero, in un caso Lerici è appesa al collo mediante un balteo.


ASCIA

L'ascia, assente sulle statue stele del gruppo A, compare invece su quelle del gruppo B: è del tipo a margini piatti con lama rettangolare, con immanicatura ad angolo retto o leggermente acuto, quasi a "boomerang", e rappresenta un tipo arcaico caratteristico dell'Eneolitico. Generalmente risulta associata ai pugnali e si presenta in posizione verticale sul petto con la lama rivolta verso sinistra.

Essa trova corrispondenza con tipi provenienti da scavi quali Remedello, Spilamberto e alcune grotte dell'area versiliese e pisana e sembra apparire fin dall'inizio dell'età del Rame verso il 3300 a.C. Una simile arma è stata rinvenuta nel 1991 insieme alla mummia del Similaun.

Le asce presenti su tutte le statue stele del gruppo C, ad eccezione di Campoli e Lerici, hanno una larga lama quadrangolare innestata ad un manico talvolta leggermente ricurvo (Bigliolo, Filetto I, Filetto II, Reusa). L'innesto della lama può partire direttamente dalla cima del manico od essere spostato un poco più sotto. Riproducono probabilmente armi in ferro attestate in contesti dell'Italia centrale tra il VII e il VI sec.a.C.


GIAVELLOTTO

I giavellotti, presenti solo sulle statue stele del gruppo C, sono raffigurati in coppia e tenuti in mano, ma essendo rappresentati in modo generico non è possibile un preciso riferimento ad un determinato tipo. Quest'arma poteva essere realizzata interamente in ferro (testimonianze archeologiche si trovano nella zona celtiberica, ad esempio Haute-Pyrénées) oppure con punta in ferro e asta in legno (si ritrovano in ambito etrusco-italico e medio-adriatico). In necropoli lunigianesi della seconda età del Ferro le punte di giavellotto sono ben documentate e tutte sottintendono l'uso di un'asta di legno.

Sono presenti sulle statue stele di Campoli, Filetto I, Filetto II; la statua stele di Montecurto presenta un solo giavellotto che per le dimensioni potrebbe raffigurare una grossa lancia.


DISCO O SCUDO

Solo sulle stele di Lerici e di Reusa, appartenenti al gruppo C, è visibile un oggetto tenuto in mano che sembra un disco e potrebbe rappresentare un'arma da lancio in metallo o in pietra con il margine tagliente, oppure più probabilmente uno scudo. Gli scudi circolari si ritrovano sin dai tempi delle culture dei Campi di Urne o del primo Hallstatt (dalla fine dell'età del Bronzo all'inizio dell'età del Ferro) per affiancare gli scudi ovali attorno al VII sec.a.C.

I dischi metallici, invece, detti anche falere, venivano portati sul petto, singolarmente o in coppia, a protezione dei punti vitali. Sono ben documentati in tutta l'Europa centro-occidentale, con particolare concentrazione nelle zone immediatamente a Nord e Sud delle Alpi.


ELMO

Gli elmi, raffigurati solo sulle stele del gruppo C (Lerici e Reusa), dovevano essere di bronzo a vertice ribassato liscio o con leggera carenatura e probabilmente fissati a cuffie di cuoio con paraguance. Potevano essere lisci o decorati, i primi si fanno risalire alle fasi terminali della cultura dei Campi di Urne, i secondi agli inizi dell'età del Ferro con influssi medioitalici.


ORNAMENTI

I monili compaiono solo su alcune statue stele femminili del gruppo B.

Goliera: alcune statue stele del gruppo B presentano una goliera che ricorda i collari bronzei a più giri con estremità avvolte ad occhiello databili ad una fase avanzata dell'antica età del Bronzo. La loro distribuzione in Italia sembra far capo ad una serie di officine situate nelle zone dei laghi intermorenici del Varesotto e del lago di Garda; in ambito europeo si trovano nella cultura di Baden già in contesti eneolitici.

Collana: le statue stele di Filetto III e Filetto X, invece, presentano una collana a uno o due giri che ricorda le collane composte da grani di pietra rinvenute nelle grotte della prima età dei metalli della Toscana nord-occidentale come la Buca di Fondineto (Massarosa, LU), la grotta del Castello e dell'Inferno di Vecchiano (Pisa) o quelle in grani biconici di steatite, rinvenute a Tana della Volpe di Equi.

Cerchi e coppelle: sempre su alcune statue stele più antiche sono raffigurati ai lati del volto due cerchi in rilievo o due coppelle, che possono anche essere disposte a coppie due per lato. Si ritrovano sia su esemplari maschili che femminili e possono essere interpretate più che come orecchie come elementi di ornamento quali orecchini, ferma-capelli o copricapo.


CINTURA e PERIZOMA

Le statue stele dell'età del Ferro, appartenenti al gruppo C sono corredate frequentemente da una larga cintura - Bigliolo, Reusa, Filetto I, Campoli  - alla quale può essere appesa la spada; in un caso (Filetto II) si tratta di una doppia cintura. Talvolta presentano anche un perizoma di forma triangolare - Reusa, Bigliolo.


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